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Alessandro Barocchi

TRE DOMANDE ALL'AUTORE




TRE DOMANDE ALL'AUTORE

A cura di Carmela Russo e Luigi Rossi






Tre domande all’ autore

Una Commedia Bestiale di Alessandro Barocchi


D: Alessandro, il Suo è un testo atipico, una sfida non alla Commedia di Dante ma piuttosto al lettore della stessa, nel Signor Curioso protagonista del testo, Lei sottintende la curiosità verso la conoscenza o soltanto la curiosità fine a se stessa?.

R. La curiosità è figlia di un intelletto attivo, sveglio, ed è spesso casuale ed inconsapevole, perché si può essere curiosi senza saperlo. Nel senso che la curiosità ci sorprende,  ci spinge ad azioni  che normalmente non faremmo. E’ coraggiosa, imprevedibile, irrequieta fino ad essere pericolosa. Considerarla fine a sé stessa sarebbe riduttivo, una mancanza di rispetto verso quell’ elemento umano che fa muovere tutto. Il Signor Curioso, proprio come Dante Alighieri all’inizio della “Divina”, si trova quasi inconsciamente sulle scale che lo portano verso l’avventura della “Bestiale”. E forse lo smarrimento e l’ angoscia che lo hanno portato fin lì sono in parte dovute proprio alla triste conseguenza dalla perdita di “curiosità” nel suo vivere. Il viaggio all’Inferno, accompagnato dal “ Maestro” Alighieri che gli farà da guida, servirà proprio a ricordargli la peculiarità predominante del suo carattere e a risvegliare il “Curioso”. La curiosità che ci spinge  di continuo verso la conoscenza non è altro che il tentativo di svelare il mistero dell’ essere.


D:  Una Commedia la Sua che strappa anche qualche risata leggendo il testo, una nota forte di ironia pervade tutta la trama, ma, proprio come nelle vere commedie l’ironia che avvolge il lettore e i tratti divertenti che la costituiscono rappresentano un insieme di grandi metafore da cogliere velocemente. Questo Suo modo di scrivere rappresenta senza dubbi anche il suo modo di pensare. Quale è stato l’input che ha scatenato la messinscena di una Commedia nella Commedia?.

R. Mettere le mani, anzi solo tentare di avvicinare quella che ritengo sia la migliore sceneggiatura Fantasy mai scritta da essere umano, è stato un vero azzardo, lo confesso. L’unico modo per trattare il tema poteva essere creare una sorta di parodia, senza scendere però nel comico. Un viaggio all’Inferno, per quanto interessante, non può risultare un’esperienza divertente. L’ironia è nella natura del protagonista, che col suo modo di vedere il mondo, dissacra ogni cosa, affrontando i diavoli e gli abitanti di quei luoghi con spontanea ed irriverente imprudenza. Un’ impulsività che, seguendo il suo temperamento curioso, finirà presto nel metterlo nei guai, ma anche a spingerlo a trovare la chiave per risolvere quei  problemi che lo hanno spinto fin lì. La sua paradossale esperienza lo porta a dover reagire volente o nolente a tutte le vicende che deve affrontare, costringendolo ad un nuovo livello di consapevolezza. L’idea di scrivere questo testo è venuta fuori come reazione ad un momento difficile che stavo vivendo, il tentativo di scendere nel proprio Inferno come antidoto ai miei mali. Leggendo un libro di DeLillo, dove si faceva accenno a Dante Alighieri, è nata l’azione che mi ha portato alla “Bestiale Commedia”. Non so se sono riuscito nel mio intento di interessare il lettore al punto di spingerlo a leggere  il mio romanzo piuttosto che passare ore difronte alla TV, o a lavare la macchina in garage, o a vagare in un centro commerciale il sabato pomeriggio ( a proposito d’ Inferno). Credo comunque che chi lo leggerà non avrà modo di annoiarsi, ma se invece dovesse, potrà sempre usare il libro come sottobicchiere o per bloccare un tavolino traballante.

D: Il Suo testo appare addentrandosi una cronaca del sociale in cui viviamo, una denuncia ai peccati  umani soprattutto commessi in nome del finto buonismo.
Il protagonista negli ultimi capitoli mostra segni di grande coraggio che forse nemmeno immaginava possedere, egli riesce a fare uno strappo alla regola dell’Inferno che non citiamo per non togliere enfasi al libro, l’amore va oltre ogni confine come Lei stesso ci insegna nel libro. Cosa spinge un uomo secondo Lei a prendere atto delle proprie azioni costi quel che costi come fa Il Suo Signor Curioso?

R: Credo che ogni uomo, almeno una volta nella vita si spinga oltre quelli che considera i suoi limiti. Azione che richiede rischio e coraggio, elementi difficili da gestire nella comune quotidianità. Per questo accade di rado. Ma ogni volta che succede i risultati sono quasi sempre sorprendenti ed efficaci, e portano benefici inaspettati. Il Signor Curioso ad esempio, come Lei ha giustamente ricordato, si scopre temerario là dove credeva essere timoroso. Le sue reazioni lo sorprendono, ma saranno proprio queste a regalargli una nuova identità, più sicura ed intraprendente. Certo l’amore è senz’altro una buona ragione per spingerci dove di solito non ci inoltriamo. Per amore si rischia, consapevoli che ne valga sempre la pena, ci si mette in gioco, in pericolo, proprio perché quel gioco e quel pericolo non sono niente in confronto al rimpianto di non averlo fatto.
Ma anche sentimenti profondi come il senso del giusto e l’empatia naturale verso i nostri simili possono portarci nella stessa direzione. D’altronde sono i grandi sentimenti che inducono a nobili pensieri che poi  fanno grandi gli uomini.



Il Presidente Carmela Russo
Il Presidente di giuria Luigi Rossi


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